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Costo della vita alle stelle: il disagio economico e psicologico del personale militare delle categorie meno abbienti, non può più essere ignorato

Il S.U.M richiama con forza l’attenzione delle Istituzioni su una problematica concreta e ormai drammatica che coinvolge quotidianamente numerosi appartenenti alle Forze Armate.
L’aumento incontrollato del costo del carburante, unito al caro vita generale, sta mettendo in seria difficoltà tantissime famiglie di militari, già gravate da stipendi non adeguati al reale costo della vita.
Ci vengono segnalati casi sempre più frequenti di personale costretto a richiedere giorni di licenza perché impossibilitato economicamente a fare rifornimento e raggiungere il luogo di servizio.
Una realtà grave, umiliante e incompatibile con la dignità di chi ogni giorno serve lo Stato con disciplina e senso del dovere.
Ancora più critica è la condizione dei colleghi separati o divorziati, che oltre alle spese ordinarie devono far fronte al pagamento dell’assegno di mantenimento, del canone di locazione, delle utenze domestiche e delle spese di mobilità. La situazione diventa insostenibile se si presta servizio in città come Milano-Bolzano-Torino-Roma dove il costo della vita è circa il doppio di altre località della penisola e delle isole, situazione aggravata poi da tassazioni comunali e regionali esose. Il tutto con stipendi fermi da un ventennio.
Per molti dei colleghi arrivare a fine mese è ormai una corsa ad ostacoli.
Non si tratta di casi isolati, ma di un disagio diffuso che incide pesantemente sul benessere psicologico del personale, sulla serenità familiare e sull’equilibrio emotivo di chi vive ogni giorno l’ansia di non riuscire a sostenere le spese essenziali.
Segnalazioni di colleghi che non riescono a fine mese a mettere nel vero senso della parola il piatto a tavola, sono sempre più ricorrenti e c’è chi aspetta con ansia la definizione del FESI o la firma del nuovo contratto (al ribasso) come una mera boccata di ossigeno.
Il disagio psicologico è reale, profondo e non può essere sottovalutato.
Molto potrebbe essere fatto anche attraverso soluzioni organizzative immediate e a costo contenuto, come l’introduzione della settimana corta. Lavorare anche solo un’ora in più al giorno consentirebbe di ridurre gli spostamenti inutili del venerdì, alleggerendo i costi di carburante, diminuendo lo stress legato ai trasferimenti quotidiani e restituendo tempo prezioso alle famiglie.
Il S.U.M chiede pertanto interventi immediati e concreti misure di sostegno economico, revisione delle indennità, agevolazioni sui trasporti e una seria valutazione di modelli organizzativi più moderni ed efficienti, capaci di coniugare esigenze operative e tutela del personale, quale il coworking (la nostra proposta è da tempo all’attenzione dello SMD).
Non è più tollerabile che uomini e donne in uniforme debbano scegliere se fare carburante per andare a lavorare o garantire il sostentamento della propria famiglia.
Il rispetto per chi serve il Paese passa anche dalla tutela della sua dignità economica, sociale e psicologica.

Cogito Ergo S.U.M

Scegli, Scegli bene, Scegli il S.U.M

🤕Costo della vita alle stelle: il disagio economico e psicologico del personale militare delle categorie meno abbienti, non può più essere ignorato

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Costo della vita alle stelle: il disagio economico e psicologico del personale militare delle categorie meno abbienti, non può più essere ignorato

Il S.U.M richiama con forza l’attenzione delle Istituzioni su una problematica concreta e ormai drammatica che coinvolge quotidianamente numerosi appartenenti alle Forze Armate.
L’aumento incontrollato del costo del carburante, unito al caro vita generale, sta mettendo in seria difficoltà tantissime famiglie di militari, già gravate da stipendi non adeguati al reale costo della vita.
Ci vengono segnalati casi sempre più frequenti di personale costretto a richiedere giorni di licenza perché impossibilitato economicamente a fare rifornimento e raggiungere il luogo di servizio.
Una realtà grave, umiliante e incompatibile con la dignità di chi ogni giorno serve lo Stato con disciplina e senso del dovere.
Ancora più critica è la condizione dei colleghi separati o divorziati, che oltre alle spese ordinarie devono far fronte al pagamento dell’assegno di mantenimento, del canone di locazione, delle utenze domestiche e delle spese di mobilità. La situazione diventa insostenibile se si presta servizio in città come Milano-Bolzano-Torino-Roma dove il costo della vita è circa il doppio di altre località della penisola e delle isole, situazione aggravata poi da tassazioni comunali e regionali esose. Il tutto con stipendi fermi da un ventennio.
Per molti dei colleghi arrivare a fine mese è ormai una corsa ad ostacoli.
Non si tratta di casi isolati, ma di un disagio diffuso che incide pesantemente sul benessere psicologico del personale, sulla serenità familiare e sull’equilibrio emotivo di chi vive ogni giorno l’ansia di non riuscire a sostenere le spese essenziali.
Segnalazioni di colleghi che non riescono a fine mese a mettere nel vero senso della parola il piatto a tavola, sono sempre più ricorrenti e c’è chi aspetta con ansia la definizione del FESI o la firma del nuovo contratto (al ribasso) come una mera boccata di ossigeno.
Il disagio psicologico è reale, profondo e non può essere sottovalutato.
Molto potrebbe essere fatto anche attraverso soluzioni organizzative immediate e a costo contenuto, come l’introduzione della settimana corta. Lavorare anche solo un’ora in più al giorno consentirebbe di ridurre gli spostamenti inutili del venerdì, alleggerendo i costi di carburante, diminuendo lo stress legato ai trasferimenti quotidiani e restituendo tempo prezioso alle famiglie.
Il S.U.M chiede pertanto interventi immediati e concreti misure di sostegno economico, revisione delle indennità, agevolazioni sui trasporti e una seria valutazione di modelli organizzativi più moderni ed efficienti, capaci di coniugare esigenze operative e tutela del personale, quale il coworking (la nostra proposta è da tempo all’attenzione dello SMD).
Non è più tollerabile che uomini e donne in uniforme debbano scegliere se fare carburante per andare a lavorare o garantire il sostentamento della propria famiglia.
Il rispetto per chi serve il Paese passa anche dalla tutela della sua dignità economica, sociale e psicologica.

Cogito Ergo S.U.M

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